Thursday, November 09, 2006

Halloween

E' appena passata l'ondata di Halloween... Quante scampanellate avete ricevuto (o avete fatto...) la notte del 31?

Ma piu' che aprire una discussione su "feste importate", consumismo, trend e quant'altro, volevo piuttosto proporvi uno spunto su un film che in questi giorni di Ognisanti e' "andato molto" a casa mia: Nightmare Before Christmas, di Tim Burton.

E' un film di una decina d'anni fa, realizzato con la tecnica delle animazioni di pupazzi. Tim Burton riesce a dare un'atmosfera molto accattivante alla storia e le canzoni interpretate da Renato Zero (nella versione italiana) sono di quelle che ti rimangono in testa per giorni.

La storia e' quella di Jack, Leader indiscusso del Paese di Halloween, che vuole cambiare vita, che sente il bisogno di uscire dalla sua maschera terrificante e di entrare in quella piu' solare e gioiosa di Babbo Natale. E nel suo desiderio di cambiamento cerca di coinvolgere gli altri abitanti di Halloween: streghe, vampiri e ogni genere di altri fantasiosi mostri.

Mentre i miei figli guardavano e rivedevano a ripetizione la cassetta del film, mi veniva da riflettere sul tema del Cambiamento: uscire dalla propria "maschera", dal proprio mondo, in cui magari siamo anche diventati Leader, e' possibile? Seguire i moti del proprio cuore, le proprie inclinazioni migliori (in un mondo di... mostri) e' alla nostra portata? E contagiare gli altri in questo nostro desiderio di cambiamento... e' possibile, come?

La risposta del film - a una prima analisi - sembra essere NO.

Tutto il progetto di Jack di prendere il posto di Babbo Natale e portare gioia e felicita' ai bambini va miseramente in fumo (vi lascio al noleggio del film per scoprire tutti i particolari). E il finale, per cosi' dire "felice", e' la riscoperta dell'amore proprio dove era sempre stato senza che mai Jack lo avesse notato: accanto a se'. Un invito ad aprire gli occhi su cio' che abbiamo vicino invece di sognare quello che e' lontano?

E se cosi' fosse, quale valenza vogliamo dargli: un invito a una maggiore consapevolezza del mondo reale e del qui-ed-ora.... oppure piuttosto a un certo conformismo che ci disilluda da sognare mondi migliori e ci faccia piuttosto restare con i "piedi per terra" e con quello che abbiamo, senza cercare qualcosa di nuovo?

Vi lancio la proposta di vedervi il film e scambiarci le proprie riflessioni sul tema.

2 comments:

Anonymous said...

Si cambia solo quando si arriva ad un tale livello di sofferenza che diventa insostenibile. Forse neppure lì. Si cambia solo quando si è costretti a farlo. Ma a quel punto è tardi. E a quel punto la nostra pila energetica è prossima allo zero.

andreabaldo said...

Mi ha fatto riflettere la considerazione di Tammy.

Il cambiamento e' generato solo dalla sofferenza?

Se cosi' fosse il concetto stesso di sofferenza assumerebbe un significato completamente diverso....

Mi fa anche pensare a un dialogo del film "Matrix", quando il cattivo agente Smith svela a Morpheus che i primi tentativi di mondo virtuale in cui le Macchine avevano "rinchiuso" gli umani erano mondi perfetti, dei paradisi, ma non hanno funzionato: gli umani non li accettavano. Le Macchine hanno invece dovuto creare un mondo virtuale imperfetto, che contenesse il dolore, perchè gli esseri umani lo accettassero...

Occupandomi di formazione e di counseling, riconosco altresi' che effettivamente se non c'e' una motivazione forte al cambiamento le persone non mettono in atto il cambiamento, anche se apparentemente lo cercano. E la motivazione al cambiamento viene generalmente dal non accettare più una situazione corrente che genera insoddisfazione, frustrazione, mancanza di autorealizzazione personale...

Voi che ne dite?