Monday, December 03, 2007

I nostri vecchi abiti

Un grande saggio fu chiamato a corte per diventare Primo Ministro. L'Imperatore lo scelse per la sua grande saggezza, nonostante fosse un mendicante e vivesse di elemosine e prestando servizio giornaliero nei campi.

Quando arrivò a corte l'Imperatore lo fece lavare, profumare con costose essenze e vestire con abiti sontuosi.

Non passò molto tempo perché tutti, a corte, arrivassero ad ammirare la saggezza dell'uomo e il suo buon consiglio. L'Imperatore non prendeva alcuna decisione senza essersi prima consultato con lui.

Ma con la sua fama crebbe anche l'invidia di alcuni. Avendo notato che ogni giorno il saggio entrava in una stanza gelosamente chiusa a chiave, senza permettere ad alcun altro di entrarvi, questi invidiosi fecero arrivare i loro sospetti all'orecchio dell'Imperatore: "Ogni giorno passa quasi un'ora in quella stanza, si chiude a chiave dentro e non permette a nessuno di entrare con lui. Cosa mai vi terrà nascosto? Quale segreto starà nascondendo?"

Alla fine l'Imperatore si insospettì a sua volta e fece chiamare il saggio: "Io sono il tuo Imperatore e il tuo più devoto ammiratore. A me puoi dire cosa nascondi in quella stanza..."

"Non c'è nulla che possa interessare Vostra Maestà. Non dovete darvene cruccio"

"Ma io voglio... devo saperlo! Ti ordino di farmi entrare"

"Vostra Maestà non ha di che preoccuparsi. Non vi farò entrare"

"Allora tu mi nascondi qualcosa davvero! Io quindi entrerò in quella stanza, con o senza il tuo permesso"

"Vostra Maestà, se non vi fidate di me, io vi porterò nella stanza. Ma sappiate che questo segnerà la fine del mio incarico a corte. Se entrerete nella stanza insieme a me, considerate fin d'ora le mie dimissioni"

"E sia. Voglio entrare nella stanza"

Così l'Imperatore, accompagnato dal saggio, dai consiglieri invidiosi e dalle sue guardie personali, entrò nella stanza...

... e vide che era vuota. C'era soltanto un vecchio saio da mendicante appeso a un chiodo nel muro.

"Cosa vieni quindi a fare in questa stanza?"

"A guardare il vecchio vestito da mendicante, che avevo quando mi avete chiamato a corte. Mi ricorda cosa ero prima e cosa tornerò ad essere. Quello che sono adesso è solo qualcosa che accade nel frattempo. In questo modo mi mantengo distaccato dalle ricchezze, dalla fama e dal potere della mia posizione di Primo Ministro."

E detto questo si tolse i suoi sontuosi abiti di seta e ri-infilò il suo vecchio saio.

L'Imperatore si rese conto del suo grave errore di non aver avuto fiducia nel saggio e lo pregò ripetutamente di rimanere a corte.

"La tua fiducia in me si è spezzata. Hai preferito seguire le voci di persone invidiose che non la mia verità. Non c'è nulla che possa ancora fare per te. E' tempo per me di andare."

E se ne andò. Gli anni passati a corte erano stati qualcosa che era accaduto, ma che non aveva dominato la sua vita. E tornò ad essere il mendicante di prima, come il suo vecchio saio gli aveva ogni giorno ricordato.

Tutto ciò che ci accade è accidentale. Quello che siamo è ciò che resta e ci accompagna nella nostra vita.

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