
Traggo ispirazione da questa canzone di Battiato ("Delenda Carthago") per riflettere sull'analogia tra i nostri tempi e quelli in cui Roma aveva raggiunto il massimo splendore. Nulla sembrava poterla scalfire, e in quei tempi di ricchezza e splendore, ma anche corruzione e sbandamento, chi non riuscì ad avvertire l'arrivo del cambiamento si trovò poi a pagarne il prezzo. Arrivarono i "barbari".
Per terre ignote vanno le nostre legioni a fondare colonie a immagine di Roma
"Delenda Carthago"
Con le dita colorate di henna su patrizi triclini si gustano carni speziate d'aromi d'Oriente;
in calici finemente screziati frusciano i vini, le rose, il miele.
Nei circhi e negli stadi s'ammassano turbe stravolte a celebrare riti di sangue. ....
Conferendis pecuniis ergo sollicitae tu causa, pecunia, vitae! per te immaturum mortis adimus iter; tu vitiis hominum crudelia pabula praebes, semina curarum de capite orta tuo.

No comments:
Post a Comment